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L'A B C dell'amministratore comunale - parte 2 (di E. Bodini)

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Ecco la seconda puntato della serie "L'ABC dell'amminstratore comunale" di Enrico Bodini:

L’A.B.C. dell’amministratore comunale - seconda parte

 

Ho letto la seguente dichiarazione del Sindaco:
”…Ed in più apprendiamo da recenti dichiarazioni dell’ex assessore al Bilancio che la colpa non sarebbe la loro, ma degli uffici che non hanno vigilato. Ma se fosse davvero così, allora noi politici cosa stiamo qui a fare? Noi prendiamo i voti proprio per esercitare un controllo anche sull’operato degli uffici, che evidentemente negli anni passati è mancato”.

Evidentemente il Sindaco non ha letto il mio post del 13 febbraio, troppo lungo da leggere per tutto quello che ha da fare, né quanto precisa il Testo Unico degli Enti Locali, e il Sindaco rovescia quanto previsto dalla normativa: dire che “gli uffici non hanno vigilato” e “i politici non hanno controllato” è l’esatto opposto di quello che prevede la legge. Gli uffici devono controllare e i politici vigilare…

Il Sindaco ripete poi ancora l’errore dell’assessore: io non ho dato colpa agli uffici, ma la responsabilità e ho riportato la normativa che conferma quanto sostenuto. Una volta constatata la non correttezza amministrativa (in questo caso è stata scoperta nei giorni scorsi), sarà l’organo politico a verificare se ci sono state o meno colpe nella gestione amministrativa.
E’ già stato fatto?
Riporto anche la dichiarazione dell’assessore al solito settimanale (naturalmente io, parte in causa non sono stato sentito) per la parte che mi interessa direttamente:

“Ho letto il Testo Unico degli Enti Locali [solo ora, non avrebbe già dovuto conoscerlo?] il politico ha il compito di vigilanza sulla struttura amministrativa e gestionale. Se l’ex assessore al Bilancio ritiene che io abbia abusato del mio ruolo lo invito a fare una segnalazione al Prefetto. In quanto alle lettere da me firmate, non erano altro che informative ai condomini sulla possibilità di rateizzare la quota dovuta al Comune.”

Spiace che, evidentemente, al Sindaco e all’assessore sfugga la differenza fra il vigilare (fare attenzione) dell’organo politico ed il controllare (esaminare qualcosa attentamente, per accertarne la regolarità, l'esattezza) di competenza dell’organo amministrativo burocratico, cioè dei dipendenti (vedere ancora mio post del 13 febbraio). 
Rientra infatti nelle competenze della parte gestionale il controllo della mancanza di entrate in bilancio, tipo i 36 mila euro del condominio di via Veneto, ma in questo caso posso assicurare che non è così immediato in una contabilità dell’amministrazione pubblica. 
In ogni caso non vedo il vanto dell’assessore, dato che il tutto non è stato scoperto dopo un suo controllo, ma è saltato fuori quando un condomino ha segnalato la non richiesta di versamento.

Nel precedente post avevo utilizzato, non a caso, le parole riportate dalla normativa: vigilanza e controllo gestionale che si riferiscono ciascuna ad una funzione ben precisa e ad un’azione diversa: per esempio si vigila sull’operato delle persone….si controllano gli atti (naturalmente quelli già eseguiti). 
Dato che la differenza non è stata capita provo a riportare una metafora presa da internet: vigilanza= chiudere la porta della stalla prima che i buoi siano scappati. Controllo= chiuderla dopo - ovvero compito del politico è stabilire una organizzazione (regolamento) che deve tendere ad evitare errori e favorire l’attività di controllo gestionale dell’organo amministrativo burocratico che verifica a posteriori.

Altra considerazione sull’invito dell’assessore a fare segnalazioni al Prefetto: io non sono un pubblico ufficiale e quindi non ho nessun obbligo di segnalazione; questo vale anche per il conflitto di interessi, e altro ancora, del Sindaco.

Per concludere questa parte, può darsi che il mio pallino dell’organizzazione e dei diversi ruoli e funzioni dei protagonisti di una struttura derivi dal fatto che nella mia attività lavorativa sia stato consulente di organizzazione e direzione aziendale (APCO) e sono arciconvinto che se uno invade il campo di lavoro di un altro non fa bene il suo.

Ma veniamo alla parte che ritengo più interessante della dichiarazione del Sindaco: “allora noi cosa siamo qui a fare?”

Cercherò di rispondergli nello spirito collaborativo che penso di aver già dimostrato in questi mesi della sua amministrazione e i post pubblicati sulla mia pagina FB sono qui a dimostrarlo.

Per non dilungarmi oltre, ma con l’impegno a trattare successivamente in modo completo gli argomenti farò ora solo un elenco schematico:

  1. cercare un Segretario Comunale; la gestione comunale è al collasso; per esempio ci vogliono mesi per veder pubblicata una delibera, e il bilancio? E i nuovi adempimenti sull’accesso agli atti? E che dire del non rispetto del regolamento del Consiglio Comunale quando il Sindaco non risponde entro i 30 giorni, previsti dal regolamento, alle interpellanze dei consiglieri?
  2. sostituire al più presto il caposettore dei Servizi Sociali andato in pensione (e si sapeva da mesi) a meno che voglia lasciare campo libero all’assessora-vicesindaca;
  3. concentrarsi particolarmente sull’organizzazione della macchina amministrativa, altrimenti portare avanti il programma amministrativo sarà come tirare un carro senza ruote;
  4. far funzionare le varie commissioni consigliari e dialogare con la minoranza: il confronto aiuta specialmente chi è senza esperienza;
  5. attivare subito la variante del PGT perché solo da una sua revisione potrebbe arrivare anche la soluzione della lottizzazione del bosco del bacin e Villa Venini;
  6. cercare i soldi nella convenzione con il centro commerciale, magari leggendo la delibera della giunta Bagini che ho recentemente riportato sulla mia pagina FB (post del 24 gennaio 2017);
  7. avviare al più presto un programma per la sicurezza utilizzando proprio quanto sopra di disponibile finanziariamente, dopo aver inopinatamente dirottato i soldi già stanziati per la videosorveglianza ad altro scopo;
  8. dare impulso alla sistemazione della fossa volano del Comune di Arluno che scarica sul territorio di Vittuone inquinandolo. Questo era già nel programma lavori di Cap-holding assieme a quella di Vittuone (anno 2015)

.
Quello però che più ritengo importante consigliare è di utilizzare al meglio il suo tempo operando per Vittuone e ricordarsi che un “mi piace” su FB non vuol dire aver coinvolto il cittadino, averlo fatto partecipare, ma aver alimentato solo una tifoseria. 
Il suo compito principale e fondamentale di Sindaco è agire per il bene pubblico.
Ma mi rendo conto come sia vero quanto letto recentemente su “La repubblica”: Il nostro tempo… «sembra quello della amministrazione della cosa pubblica esibita, più che gestita, a colpi di “like”»

PS.: Anche questa volta non commento quello che, a mio parere, è una cortina fumogena per oscurare fatti ben più importanti. Non entro nel merito della vicenda PD – Comune. L’amministrazione pubblica non può vantare nulla nei confronti del PD. Sembra che alla fine siano 250 euro dovuti dalla sezione PD al proprietario dei locali/condominio (500 -250 già versati in acconto), e mai richiesti. 
Altri del PD se ne stanno occupando. Anche questa è organizzazione e distribuzione dei compiti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2017 19:23

L'A B C dell'amministratore comunale - parte 1 (di E. Bodini)

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Desidero pubblicare su questo sito, in occasione della divulgazione su FB della seconda parte del ciclo "L'ABC dell'amministratore comunale" da parte di Enrico Bodini, entrambe le note in altrettanti articoli, cosicché si possa capire quale sia la differenza tra chi conosce il tema e chi, invece, la ignora.

 

L’A B C dell’amministratore pubblico - prima parte

Un assessore comunale deve operare all’interno delle leggi, statuti e regolamenti e non può certamente amministrare come gli piace, secondo la sua creatività. Poi se ha tempo e voglia, può controllare anche con la calcolatrice le somme del bilancio comunale o cercare visibilità elettorale, coltivare il consenso, intonando cori da stadio su FB o su carta stampata contro gli avversari politici.

Nel Comune ognuno ha il suo ruolo, non si deve ”giocare” tutti sulla palla, dove uno più gli piace; è la struttura organizzativa che deve funzionare e per questo ognuno deve svolgere il proprio ruolo: dal Politico, ai Funzionari-Dipendenti, al Segretario Comunale, al Revisore dei Conti.

Il Testo Unico Enti Locali, ma anche il nostro Statuto Comunale, indica chiaramente quale sia il ruolo di tutti i protagonisti dell’amministrazione comunale. Il ruolo dell’organismo politico, Sindaco, Assessori, Consiglieri, è di indirizzo, programmazione, controllo per verificare se quanto da loro deciso venga osservato e portato avanti, raggiungendo così gli obiettivi promessi agli elettori, oltre certamente a vigilare sul corretto esercizio dell’attività amministrativa e di gestione. 
 Poi c’è la struttura amministrativa comunale composta dai dipendenti, sotto il controllo del Segretario Comunale che sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei capi settore e ne coordina l’attività. I capi settore, funzionari, hanno la responsabilità della gestione della attività operativa e del controllo della stessa. 
Rende bene il quadro normativo sopra riportato se si rilegge il mio post del 24 gennaio di quest’anno dove ho riportato una delibera di indirizzo della giunta che termina con l’affidamento del procedimento alla parte gestionale tecnica per la prosecuzione e conclusione della pratica.

Comprendo che queste competenze e diversità di funzioni fra politici e tecnici, per chi non è più giovane, possono prestarsi ad essere poco chiare perché, fino alla fine degli anni 90, gli amministratori politici avevano un altro ruolo, altre funzioni e responsabilità. Il Sindaco per esempio firmava i permessi di costruzione (allora si chiamavano Nulla Osta), presiedeva le commissioni per la scelta del personale, decideva gli appalti, firmava le convenzioni urbanistiche ed altri atti notarili; oggi non è più così perché tutti questi atti vengono firmati dai funzionari responsabili del procedimento, dipendenti del Comune e quindi sotto la loro responsabilità.

Un giovane assessore però, che non ha conosciuto la precedente legislazione, deve avere le idee chiare sui ruoli stabiliti dalla normativa, magari studiando meglio le leggi e regolamenti, così eviterebbe brutte figure, come firmare una lettera di richiesta di rimborso, attività tipica del funzionario comunale responsabile del procedimento. Non chiedo che l’assessore mi creda sulla parola; si informi dal Segretario Comunale o dallo stesso capo settore del Comune; si faccia dire anche, in generale, dei risvolti negativi che il Comune potrebbe avere per la sua improvvida iniziativa di firmare atti di altrui competenza.
Un assessore, accertata la mancanza amministrativa, dovrebbe invece chiedersi come mai non abbia funzionato, dal 2010, il controllo gestionale della struttura e che il tutto sia saltato fuori solo per la segnalazione di un cittadino, almeno così viene riportato da un settimanale ben informato. Curioso che nel titolo del settimanale, l’attuale amministrazione si vanti di aver fatto emergere, grazie al suo controllo, un ammanco; poi, leggendo l’articolo, viene fuori che il tutto è nato dalla segnalazione di un cittadino. Capisco e fa sorridere la voglia di visibilità dell’assessore e del Sindaco, ma come si pensa di intervenire per porre rimedio a quanto successo? Si pensa di modificare il Regolamento sull’Ordinamento dei servizi e degli uffici a tal proposito?

Veniamo ora alla mia contestata dichiarazione che assegna la responsabilità (non colpa come mi è stato erroneamente attribuito da un assessore) al funzionario nel caso della errata gestione della partecipazione del Comune all’interno del condominio di piazza Bartezzaghi. 
L’attività di vendita degli appartamenti di proprietà comunale, dopo che l’organo politico, giunta Tenti, aveva deciso di venderli, è passata al responsabile del procedimento, che ha fissato le modalità di cessione, l’assegnazione all’acquirente dell’appartamento e ha firmato il rogito dal notaio. Quindi chi doveva terminare, o far terminare l’iter della pratica se non chi ha addirittura firmato la vendita? Infatti i Responsabili degli uffici e dei servizi sono direttamente responsabili, in relazione agli obiettivi dell’Ente, della correttezza amministrativa. (art. 34 comma 6 dello Statuto Comunale).

Mi fermo qui, perché la notizia non vera del PD che deve soldi al Comune, polemicamente lanciata come scoop sulla carta stampata, la ritengo chiaramente un atto di propaganda da parte dell’amministrazione comunale contro una forza politica avversa.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2017 19:19

Fabrizio Bagini replica alle accuse dell'amministrazione leghista

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L'ex Sindaco Bagini replica puntualmente alle accuse dell'amministrazione leghista:

Qualche giorno fa mi è capitato fra le mani un articolo apparso sulla stampa locale così intitolato: “Con i soldi del Comune la giunta di centrosinistra pagava le spese della sede del PD” e di fianco la faccia sorridente del sindaco Zancanaro con la scritta “Ho scoperto il pasticcio”. 


Ohibò, ho esclamato, cosa è successo mentre guidavo quella giunta di centrosinistra? Ho cercato così di informarmi andando a fondo del problema.

In piazza Bartezzaghi ci sono alcune case comunali ed una palazzina privata. Negli anni ottanta, durante i lavori di costruzione della palazzina, l’impresa costruttrice si attaccò al contatore comunale ed una volta finito di costruire nessuno pensò a fare una voltura dei contatori. Così rimasero attaccati al contatore municipale, aspettando che un impiegato comunale mandasse di volta in volta la richiesta di pagamento all’amministratore della palazzina privata. L’amministratore, dopo aver diviso la cifra tra i vari condomini, avrebbe dovuto effettuare il pagamento. Cosa che dal 2012 non è più avvenuta.

Ora mi chiedo: Si può sapere quale dipendente comunale è responsabile di non aver effettuato il cambio di contatore? Si può sapere quale impiegato non ha più mandato la richiesta di pagamento all’amministratore della palazzina privata? Non meriterebbero queste persone l’analogo trattamento riservato all’ex segretaria del sindaco, che aveva recato un danno economico alle casse comunali assai minore? Mi chiedo anche come possa un amministratore di condominio non accorgersi che non arrivavano le bollette della luce e continuare a dormire sonni profondi tra due guanciali.

Devo dire in tutta onestà che anche i condomini hanno una parte di responsabilità nel non accorgersi che tra la varie spese non risultassero quelle dell’energia elettrica. A questo punto una domanda sorge spontanea: l’amministrazione di centrosinistra da me presieduta in tutto questo “che ci azzecca?", cosa centra?

Il sindaco Zancanaro ed il suo assessoreBergamaschi hanno qualche documento, delibera, o sanno per certo che qualche membro della mia amministrazione abbia dato indicazioni affinché i condomini di piazza Bartezzaghi non pagassero la corrente? Se è così lo dicano chiaramente.

Non approfittino di qualche articolista un po’ superficiale per infangare il mio operato. Forza sindaco Zancanaro, forza assessoreBergamaschi, lo Sherlock Holmes ed il dottor Watson dell’attuale amministrazione leghista. È troppo facile vantarsi di essere coloro che scovano le magagne del Comune di Vittuone.

In realtà se si fosse aspettato l’assessore Bergamaschi, l’ex segretaria del sindaco sarebbe ancora al suo posto. Infatti non è stato merito suo scoprire l’ammanco fatto dall’impiegata dell’anagrafe! Furono le sue colleghe ad accorgersi che non tornavano i conti e solo dopo un paio di giorni, quando ebbero la certezza di chi era l’autore dell’appropriazione indebita, la denunciarono ai responsabili amministrativi. Colmo dei colmi ricevettero una lettera di richiamo dai loro superiori per non averli avvisati subito della loro scoperta.

E per questa faccenda dei contatori? Merito del sindaco Sherlock Holmes? Ma va...! Se non fosse stato per un inquilino più solerte degli altri, che aveva chiesto come mai non pagava la corrente elettrica, ne sarebbero passati di anni prima che qualcuno se ne sarebbe accorto. E magari fra qualche anno si sarebbe potuto scrivere “la giunta leghista pagava le spese della sede PD”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Febbraio 2017 10:40

Il PD presenta l conto a Zancanaro

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Dopo le sparate dell'Amministrazione, così ben evidenziate sulla stampa locale, ora tocca al PD presentare il conto a Zancanaro & Co. e, pur non essendo dentro al PD ormai da parecchi anni, ritengo eticamente sacrosanto pubblicare la nota pervenutami:

 

IL PARTITO DEMOCRATICO PESANTEMENTE DIFFAMATO!

In relazione agli articoli del settimanale “Settegiorni”, uscito venerdì 10 Febbraio, con titolo “Con i soldi del Comune la giunta di centrosinistra pagava le spese della sede del PD e dell’ex-assessore“ ed “Utenze private a carico del Comune. Il Sindaco presenta il conto al PD”, nonché della locandina del Giorno “Bollette non pagate. Moroso anche il Circolo del PD” riteniamo necessario fornire un’informazione corretta agli iscritti, ai simpatizzanti e a tutta la cittadinanza.

Il Circolo PD di Vittuone è in affitto nell’immobile di piazza Bartezzaghi dove ha la sede e non fa parte del condominio, non essendo proprietario, come invece erroneamente scritto nell’articolo pubblicato sul settimanale “Settegiorni”, che in parte si riporta di seguito.

Tra i «morosi» che ora devono rimborsare il dovuto ci sono i proprietari degli alloggi di una palazzina privata, tra cui l’ex assessore Danilo Portaluppi, ci sono le famiglie che hanno acquistato le case del Comune, ci sono commercianti, ma ci sono anche la cooperativa «La Rinascita» e il Partito democratico, che qui ha la sede e che dal 2012 al 2015 ha amministrato il Comune.

Pertanto il Circolo PD, essendo un inquilino, intrattiene i suoi rapporti direttamente con il proprietario dell’immobile e non con il Comune.

Alla luce di quanto sopra se ne deduce che il Comune di Vittuone non ha nessun rapporto diretto con il Circolo PD nell’ambito del condominio di piazza Bartezzaghi e pertanto quanto sostenuto dal settimanale “Settegiorni” non risponde a verità.

Il Circolo del Partito Democratico di Vittuone  NULLA deve al Comune di Vittuone. Prova ne è che il Partito Democratico, correttamente, non ha ricevuto alcuna richiesta di pagamento dal Comune, come invece l’hanno ricevuta i condomini dei due stabili.

Il credito che il Comune vanta e che ammonta a circa euro 36.000 è relativo al mancato introito delle utenze comuni (acqua, energia elettrica, manutenzione ascensori) da parte dei proprietari degli alloggi ed è imputabile al fatto che tali spese non sono mai state rendicontate dagli Uffici Comunali e suddivise tra i proprietari dall’Amministratore di Condominio.

L’unica spesa dovuta dal circolo del PD al Condominio, secondo le notizie di stampa ammonterebbe a circa 500 euro, peraltro non ancora richieste.

Ci corre l’obbligo anche di sottolineare come il giornale sia stato in grado di valutare in maniera abbastanza precisa il debito dei condomini e di quantificare un presunto debito del PD, ma anche che tali informazioni avrebbero dovuto essere mantenute riservate nel rispetto di un corretto rapporto tra Amministrazione Comunale, Amministratore del Condominio e i condomini stessi.

In tutta la faccenda si rilevano, inoltre, pesanti scorrettezze nei seguenti termini:

  1. Il Comune avrebbe dovuto inviare la lettera direttamente all’amministratore sollecitando il rientro delle quote a lui dovute e sarebbe stato poi compito dell’Amministratore, in maniera riservata, mettere al corrente ciascun condomino di quanto da lui dovuto.
  2. L'Assessore Bergamaschi non avrebbe avuto titolo alcuno per inviare direttamente ai condomini una lettera per una richiesta di rimborso, sia perché l’interlocutore del Comune avrebbe dovuto essere l’amministratore, sia perché trattandosi di un atto amministrativo, è evidentemente di competenza del funzionario comunale responsabile del procedimento e non certamente dell’Assessore. Si consiglia pertanto al nuovo assessore un’attenta lettura del Testo Unico degli Enti locali dove sono ben delineati i ruoli degli assessori e degli uffici comunali.

Le notizie false e tendenziose pubblicate sulla carta stampata e che girano sui social in merito a tutta la vicenda ledono l’immagine e la trasparenza del PD di Vittuone.

Pertanto la Segreteria contatterà un avvocato per avviare un’azione legale a difesa dell’immagine del Partito Democratico di Vittuone sia verso chi ha pubblicato notizia e locandina, sia verso chi travisa la stessa attraverso i social network.

Il segretario del Circolo del Partito Democratico di Vittuone

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 10:37

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