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VittuoBlog Quattro chiacchiere sulla vita e l'impegno di Livio Cocciniglia, insieme alla figlia Marilisa e a Don Antonio

Dice il saggio...

(Aforismi, citazioni e  curiosità

 

Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi

(William Shakespeare - Re Lear)

 

 

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Quattro chiacchiere sulla vita e l'impegno di Livio Cocciniglia, insieme alla figlia Marilisa e a Don Antonio

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Quattro chiacchiere sulla vita e l'impegno di Livio Cocciniglia, insieme alla figlia Marilisa e a Don Antonio

 

Livio Cocciniglia, un uomo alla ricerca di un qualcosa di superiore, di un’Entità Superiore in grado di dare le risposte alle tante domande che per tutti noi hanno significato vitale.

Un uomo che ha deciso di rischiare la propria sicurezza e la propria vita per aiutare gli altri. Un uomo con una famiglia speciale, che gli ha consentito di crescere in un ambiente che lo ha educato a non vedere differenze, a non avere pregiudizi, e con una moglie… donna dolcissima.

Livio, un uomo frutto di una peculiare combinazione genetica: un bel carattere, dono di natura, mai belligerante, persona mai messasi in contrasto con chi lo circondava, mai alzato la voce, mai detta una parolaccia , mai parlato male di nessuno.

Quando la figlia Marilisa si arrabbiava, magari con un professore a scuola perché secondo lei si non comportava correttamente… lui diceva… no, tutti hanno qualcosa di positivo, devi solo saperlo trovare!

Sapeva Inquadrare un orizzonte, era un divenire, un’armonia che cresce in sé poco per volta e che lo porta ogni volta ad affrontare situazioni magari diverse per ricomporle dentro un quadro. Lui cercava fuori la soluzione positiva anche di fronte a risposte negative o contrarie a ciò che si aspettava.

Noi ci ribelleremmo, lui cercava la via di uscita.

Era un grande idealista che cercava di riconquistare la persona contraria ad un valore… Utilizzava un approccio unico, sempre con il sorriso sulle labbra, e quegli occhi… bellissimi.

Il suo lavoro grande è nato anche dall’aiuto verso gli altri, soprattutto in situazioni accadute in questi ultimi anni, qui a Vittuone.

Il suo impegno ultimo è stato in situazioni difficili, al limite della legalità, e non si scoraggiava neanche davanti al veto delle autorità e delle istituzioni, neanche davanti alle situazioni scomode, lui trovava sempre il modo col quale uscire da un vicolo cieco … era uno che non mollava.

Alla mattina presto si metteva in macchina per andare in questura, al consolato, per cercare di risolvere questioni burocratiche legate a permessi di soggiorno, a rinnovi, ricongiungimenti familiari… e tutto questo anche sostenendo di tasca propria le spese.

In un mondo così individualista ed egoista in cui molta gente non ti lascia nemmeno una moneta per beneficienza, lui non si è mai neanche posto il problema di dire “ma perché io devo spendere i soldi per un estraneo, soldi miei, fatica mia, tempo mio per una persona che neanche conosco”… ecco, lui non si faceva domande, lui aiutava e basta.

Quando noi diciamo “ideali” alcune volte "partiamo", ma in modo astratto. La realtà è però diversa, Livio coniugava la concretezza all’ideale. Il Parroco lo trovava, alla mattina presto, e si domandava “ma chi glielo fa fare?” Nonostante il freddo e la neve, si dedicava a persone sconosciute, di cui non sapeva niente…

“Il fatto dell’uomo. Ecco il fatto del valore, dell’ideale che si coniuga nella realtà,  e l’idea che questo ideale non è una cosa campata per aria diventa un uomo nel senso vero”.

Tante volte dividiamo gli ideali in “idealismo” e “concretezza” La sintesi grande è quando queste visioni si coniugano.

Al Centro di ascolto … in molti avevano tentato, pensando agli ideali. Lui si è adoperato nel trasportare l’ideale verso la realtà, alla concretezza. Questo era il modo con cui lui esprimeva il suo ideale, nella realtà.

Ha arato in questa dimensione cercando una soluzione profonda. Non solo lavorare per qualcosa… ma lavorare sulle idee.

 Livio organizzava incontri per educare gli altri, al fine di portare avanti le idee. Lui già lavorava “per” ma l’importante era ed è educare le altre persone, affinché i valori possano essere portati avanti.

E’ conosciuto in tutta la nostra zona, proprio perché - al di là delle idee e delle provenienze e delle radici di ognuno - ha messo in piedi sempre dei cammini, puntuali, periodici durante l’anno, nel segno che l’azione va basata sulle idee e sui valori che formano l’uomo, perché se ci fermiamo solamente sull’azione e senza seminare non formi, non trasmetti e non diffondi … L’insegnamento, quindi, è “io costruisco qualcosa che comunico di me ma l’importante è far crescere l’altro sui valori”. L’uomo e la sua completezza, come dovremmo essere.

La sua mancanza ha stimolato in altri queste idee, basate su uno spessore morale e la fedeltà. E mentre molti pensano ai soli ideali, Livio alternava gli ideali alla concretezza, una concretezza applicata nella vita vissuta per raggiungere una meta più alta.

Aveva un passo costante e fedele, obiettivi da raggiungere, non solo gli ideali. Concretizzare e conservare nel tempo affinché anche gli altri capissero il valore delle persone, perché non ci fossero differenze di cultura, di religione, di politica di provenienza geografica: per lui non esistevano differenze.

Non voleva essere una guida, voleva condividere e trasmettere agli altri i propri valori affinché gli altri potessero farli propri a loro volta.

Il suo punto più forte, probabilmente, era la condivisione e l’interpretazione di ciò che l’altro aveva di buono. La completezza dell’uomo è questa: io porto dei valori ma anche l’altro porta i suoi…. Io mi interrogo, mi metto in discussione. I grandi filoni di pensiero che lui ha seguito sono in questa direzione.

Livio operava al Centro di ascolto da tanti anni, una dozzina… poi, per motivi di salute, si è dovuto fermare, tre anni fa.

Anni fa, faceva il giudice conciliatore in Comune, un primo impegno sociale per le istituzioni, poi ha volato sempre in questa direzione… infine “ha sentito” che questo non gli bastava e ha pensato che attraverso la Caritas, la Parrocchia, la Proloco o altri enti sarebbe riuscito a fare qualcosa di più concreto e utile agli altri, decidendo quindi di dedicarsi al Centro di ascolto, all’assistenza … a chi aveva bisogno dei libri di scuola, della cucina, del letto. Gli ultimi erano la sua passione. Quel verso… “andiamo agli ultimi”….

Lui era già andato agli ultimi e quando sapeva che qualcuno aveva bisogno di qualcosa, ad esempio di una cucina, si prodigava per cercare chi doveva dismetterla. Nella fine settimana andava ad aiutare a smontarla, recuperando mezzi e persone per il trasporto. Tutto questo fino a quando era in salute… lo faceva con entusiasmo, sette giorni su sette. Una visione globale molto importante. Un’idea che diventa collaborazione, comunicazione … sporcarsi le mani… una completezza.

La conclusione: approfondire di più le idee… Non per lodarlo ma per mettere in piedi questa realtà che stava costruendo. Per usare un suo termine: “Al limite di tanti mondi”, perché ognuno o è in un mondo o nell’altro, ma ci sono persone che sono chiamate al limite di ogni mondo per comunicare insieme a tanti mondi diversi, e lui ha realizzato questa realtà…

Chi puntava sui servizi sociali trovava in lui la persona disposta, poi c’era chi partiva dal valore… Livio era quello dello “sporcarsi le mani per mettere insieme qualcosa di stabile”.

Ex direttore del personale di un’azienda di trasporti (Alimondo – ora UPS) di cui era anche socio. Faceva un lavoro consono al suo carattere. Lui era umano e da chi ha lavorato lì ha sempre avuto ottimo giudizio. Oggi non è più così. Oggi ci sono i tagliatori di teste, in quella posizione. Ma ciò che conta è l’uomo.

Con la sua buona creanza difendeva sempre l’essere umano e, senza venir meno ai valori, cercava essere armonico affermando questi valori col sorriso.

Non buonista (quello che va d’accordo con tutti) Livio andava d’accordo davvero con tutti…. Ma è da approfondire e tradurre in concretezza ciò che ha fatto. Per mettere a frutto il suo operato e le sue idee, occorre far crescere le piante che ha piantato, col suo discorso e il suo stile…

Commenti  

 
#1 JORGE BIZZINI 2017-05-30 04:37
Mi padre era su primo. Nunca lo pude conocer a el ni a su familia. Desde Venezuela donde se radico mi padre con su madre (Tía de Livio) poco supimos de el. Al leer todos los comentarios elogiosos hacia su persona, concluimos que hubiese sido interesante conocerlo.
 
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